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21 marzo 2019

Gara per il TPL della Toscana

Il giorno 21 marzo la Corte di Giustizia Europea, investita dal Consiglio di Stato sulla legittimità della partecipazione alla gara toscana del TPL di Autolinee Toscane, appartenente al gruppo pubblico francese RATP, pubblicherà le sue risposte ai quesiti del Tribunale italiano.
Risposte destinate allo stesso Consiglio di Stato, che le ha richieste in seno ad un procedimento nel quale, oltre al diritto stesso di partecipazione alla gara da parte dei francesi di Autolinee Toscane, si dovrà pronunciare su ulteriori otto autonomi motivi di ricorso invocati da Mobit!
Ebbene, anziché attendere la sentenza del Consiglio di Stato, i Vertici della Regione Toscana hanno già annunciato pubblicamente che l’amministrazione procederà all’aggiudicazione definitiva del servizio immediatamente dopo la pronuncia della Corte Europea.
La Regione Toscana intende quindi sostituirsi all’Autorità giudiziaria che ha consultato la Corte Europea, interpretandone liberamente la pronuncia e disinteressandosi della persistente pendenza del giudizio al Consiglio di Stato. Identico disinteresse per la recente mozione del Consiglio regionale (approvata senza un solo voto contrario!) che ha invitato la Giunta ad attendere la pronuncia del Consiglio di Stato.
È una forzatura, l’ennesima, che dimostra un incomprensibile preconcetto per la cui motivazione si adducono giustificazioni insussistenti e fuorvianti.
La Regione ha ricordato che il “contratto ponte” non può protrarsi oltre il 31/12/2019. Proroga che nessuno invoca, men che mai Mobit. Appare però sconcertante che la Regione citi il Regolamento europeo 1370/2007 a motivazione dell’impossibilità di prorogare l’affidamento del servizio: infatti questa norma, in vigore dal 2007, è stata ripetutamente invocata dagli Enti Locali della Toscana per giustificare gli atti d’obbligo che si sono succeduti dal 2010 al 2017, anche di mese in mese, per non interrompere un servizio pubblico essenziale!
La verità è che, se al 31/12/2019 non fosse stato ancora individuato chi debba essere l’aggiudicatario della gara, non si avrebbe alcun cataclisma, ma la semplice riproposizione – peraltro per un brevissimo periodo - di quanto è accaduto nei sette anni che hanno preceduto la firma del “contratto ponte”.
La Regione sostiene infine che, attendere la sentenza del Consiglio di Stato, “implicherebbe una modifica delle clausole dell’accordo” tra Regione, Mobit ed Autolinee Toscane.
Neanche questo è vero.
L’accordo non contiene nessun obbligo in tal senso. L’art. 4, infatti, riporta l’intendimento della Regione a procedere all’aggiudicazione definitiva ad Autolinee Toscane dopo la pronuncia della Corte Europea, nell’ovvia salvaguardia della facoltà di impugnazione da parte di Mobit. Nessun obbligo, quindi, ma solo un semplice “intendimento” senza alcun impegno vincolante. Intendimento che la Regione reputa però talmente cogente da sostenere addirittura che “agire diversamente esporrebbe la Regione alla richiesta di risarcimento di Autolinee Toscane”.
Questa ultima affermazione è anch’essa fuorviante.
Fuorviante perché, mentre appare ben dubbia la ragione di eventuale doglianza di Autolinee Toscane, è certo invece il danno che deriverebbe alle Aziende toscane dall’affrettata aggiudicazione definitiva ad Autolinee Toscane, danno che già il solo preannunzio del provvedimento sta provocando, il tutto mentre è tuttora in corso il procedimento giudiziario.
Le Aziende toscane hanno già evidenziato che in questo modo la Regione va incontro consapevolmente ad un ulteriore contenzioso che, con il buon senso, sarebbe davvero evitabilissimo.
È nell’interesse pubblico che ciò accada? A noi pare davvero di no.
La verità è che tra qualche settimana (al massimo pochi mesi) ci sarà la sentenza del Consiglio di Stato che finalmente dirà chi abbia ragione e a chi dovrà essere aggiudicato il servizio TPL della Toscana per i prossimi 11 anni. Stiamo parlando di un procedimento avviato con la Legge Regionale n. 65 nel 2010, quasi dieci anni fa. Per quale ragione oggi si vuole firmare un’aggiudicazione definitiva senza aspettare qualche settimana?
Che la Regione lo intenda fare, e addirittura lo dichiari in anticipo alla stampa, non ci convince e ci preoccupa. Per questo lanciamo un appello al buon senso, chiedendo una cosa talmente ragionevole da sembrare ovvia:
ATTENDERE LA DECISIONE DEL CONSIGLIO DI STATO!